"Il mio Fellini" a Roman Polanski
L’arte di Federico Fellini raccontata da esponenti della cultura più disparata, non per inquadrarne la fattura o l’importanza, ma per capire quanto il mondo culturale sia stato influenzato dal maestro. Per il secondo anno è la Fondazione Fellini ad organizzare una due giorni d’incontri, il 15 e il 16 dicembre al mitico cinema Fulgor di Rimini. Sarà Carlo Verdone ad aprire le danze, seguito da molti nomi della sfera cinematografica e non, dal critico Gianfranco Miro Gori al saggista Roberto Cotroneo, dal pittore Vittorio D’Augusta al musicista Andrea Guerra, dagli sceneggiatori e scrittori Vincenzo Cerami e Domenico Starnone al filosofo Gianni Vattimo. Personaggi che illustreranno quanto sia stato indispensabile per loro il contatto con l’arte felliniana.
Momento clou sarà la consegna del Premio Fondazione Fellini che quest’anno il presidente Pupi Avati porgerà nelle mani di Roman Polanski. Dopo Scorsese, accolto con entusiasmo lo scorso anno, è stato chiamato un altro rappresentante della cinematografia mondiale che amava Fellini. Ugual amore ricambiato, in particolar modo per quel film che ha segnato il cinema horror: Rosemary’s baby. Il capolavoro con Mia Farrow e John Cassavetes verrà riproposto venerdì sera al cinema Fulgor. Una proiezione considerata foglio di via per la retrospettiva che partirà il 17, alla presenza dello stesso Polanski, presso la Cineteca Comunale di Bologna.
Per l’occasione verrà allestita al Castel Sismondo la mostra Il lungo viaggio di Fellini. Sogni, disegni, film che ripropone alcuni degli schizzi originali poi utilizzati in forma animata nel lavoro di Andreij Khrzhanovskij Il lungo viaggio. Inoltre per l’occasione sarà prorogata (fino al 20 gennaio al Museo Fellini) l’esposizione di fotografie di Tazio Secchiaroli realizzate negli anni sessanta durante i provini che Fellini fece a Marcello Mastroianni per quel film mai concluso dal titolo Il viaggio di G. Mastorna.
Il mio Fellini, così porta il nome l’intera iniziativa, “è un’idea sperimentale di come concepire una fondazione cinematografica, un’ente che mira sì, alla conservazione di tutti i materiali relativi a un regista o a attore, ma che sa anche allargare la prospettiva mostrando cosa può veramente rappresentare un cineasta”, dichiara Mario Sesti, del comitato scientifico della Fondazione, nonché tra i direttori della Festa di Roma. E a proposito della prossima edizione della kermesse romana tiene a dichiarare l’intento di mettere in piedi una mostra in Auditorium dedicata ai disegni inediti che fanno parte del famoso Libri dei sogni di Fellini.






Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@