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I documentari Fandango sbarcano in edicola

di emanueleb (10/11/2006 - 18:59)

Le energie di Domenico Procacci non si esauriscono mai. Nasce una nuova iniziativa Fandango sotto il marchio Fandango Doc. Da lunedì 13 novembre nelle edicole di tutt’Italia troverete il primo dvd di una serie di documentari già distribuiti nelle sale dalla casa romana. Si parte con The Corporation (9,90 €) del trio Mark Achbar, Jennifer Abbott e Joel Bakan. Un film che ha fatto il giro del mondo tra un festival e l’altro, da Philadelphia a Sydney, da Toronto a Rodi. Un must del genere a cui seguiranno altri “titoloni” a cadenza mensile come La morte sospesa, Supersize Me, Super8 Stories, Occupation Dreamland, Salvador Allende, In un altro paese e molti altri. “Si tratta di un esperimento – afferma Procacci – è un tentativo per conquistare un nuovo pubblico. La scelta di distribuire i documentari nei cinema ha attirato un tipo di spettatore che non si conosceva. Ecco, questo ulteriore passo rappresenta un segmento aggiuntivo, anche all’altro canale realizzato insieme a Feltrinelli”. Non solo dvd. In allegato anche una piccola rivista. “Non è un magazine vero e proprio – spiega Fabrizio Grosoli responsabile di Fandango Doc – mensilmente si farà il punto della situazione con interventi anche di opinionisti. Nel primo numero ospiteremo Beppe Grillo. E poi ci saranno anche le recinzioni di Johnny Palomba”. 

Un tentativo per smuovere le acque, per cercare di aprire gli occhi a più pubblico possibile senza il supporto della televisione, che sembra cieca di fronte ad un prodotto che non sia il film blockbuster o la fiction di turno. Solo Raitre rappresenta una luce nel buio pesto dei palinsensti. Luce comunque fioca. Qualche tempo fa è passato in prima serata Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, un miracolo. E si sa il perché. I forti incassi fanno questo e altro. The Take e lo stesso The Corporation, distribuiti da Fandango, sono invece passati quest’estate in seconda (terza?) serata, sempre sul terzo canale pubblico. Questa è la sensibilità della televisione. “Il documentario non è da prime time”, dicono.

Altro flagello. La scomparsa di Telepiù che aiutava a produrre. La Fandango un tempo realizzava documentari. Forse qualcuno avrà sentito parlare di Scusi dov’è il nord est? di Stefano Missio o Don Vitaliano di Paolo Pisanelli o Alice è in paradiso di Guido Chiesa. Oggi più nulla. Anche la creatura di Procacci si è messa solo a distribuire. E allora viene spontaneo chiedersi, Sky dove sei?

Ben vengano iniziative di questo genere, che proiettano in realtà alternative eccitanti e danno vitalità a una distribuzione cinematografica spesso seduta su se stessa. L’edicola sta diventando un nuovo polo culturale dove l’offerta è a 360 gradi. L’unica critica che ci sentiamo di rivolgere all’operazione Fandango Doc è la mancanza di titoli italiani nella lunga lista dei documentari. O meglio, in un elenco di dieci titoli che ci proietano fino a ottobre 2007 appare il solitario In un altro paese. Perché non inserire i nostri film? C’è bisogno di conoscere anche (soprattutto) il prodotto autoctono. Poi ci domandiamo perché siamo esterofili. Comuque Fandango assicura che ci stanno pensando. Forse ad una collana tutta sul doc italiano? “Intanto vediamo come viene recepita questa nuova mossa”, Grosoli dixit.

Emanuele Bigi

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